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Un surreale Giulio Cesare per una fresca serata di teatro

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Ago 31, 2024

di SABRINA NANNI

ROMA. Una versione comica e surreale del “Giulio Cesare” di Shakespeare riempie di freschezza l’estate romana con il suo spettacolo all’aperto nella storica cornice dei giardini della Basilica di San Saba all’Aventino.

Stiamo parlando di “Cesare si è assassinato con 23 pugnalate”, commedia piacevole e fresca, che vede protagonisti Cesare e i congiurati Bruto, Cassio, Casca, Metello Cimbro, Trebonio e altri, accompagnati in scena da un autore-suggeritore e alcuni personaggi femminili (a partire da Calpurnia, la moglie di Cesare e Porzia, moglie di Bruto).

Da sinistra: Luana Cannistraci (Filippa), Sergio Ammirata (Cesare) e Annachiara Mantovani (Calpurnia)

Nello spettacolo l’autore si chiede: “E se Cesare avesse voluto morire di sua sponte?”… Temendo magari una vecchiaia precoce, un grigio viale del tramonto?” Gli storici non concordano tutti, ma a qualcuno il dubbio s’affaccia. Certo, è che Cesare di improvviso sveniva, sbavava, vomitava e perdeva conoscenza. Era molto malato: epilessia, spasmi, emicranie… e, bruttissimo, sembra un tumore al cervello. Come spiegarsi, altrimenti il rifiuto della guardia del corpo e qualsiasi protezione proprio nei giorni in cui crescevano nei suoi confronti, le invidie e le rivalse dei cospiratori?… E Cesare sapeva?

Una tesi ardita ma non troppo poiché in fondo la gloria di Cesare è stata data proprio dalla sua uccisione che l’ha reso immortale dinanzi alla Storia. Altrimenti oggi soltanto gli studiosi dell’Antica Roma saprebbero dire a cosa corrispondono le Idi di Marzo e cosa successe nel 44 a.C.

 

Sulla scena il mattatore che veste i panni di Giulio Cesare è Sergio Ammirata (anche autore e regista dello spettacolo) che non dimostra affatto i suoi quasi 90 anni. Lo accompagnano Giuseppe Baglioni, Luana Cannistraci, Claudio Cipriani, Diego Colaiori, Alessandro Grande, Annachiara Mantovani, Cristiano Migali, Claudio Piano e Shirine Sabet.

Lo spettacolo in programma nel teatro Anfitrione all’aperto, rappresentato nel fresco de i giardini della Basilica di San Saba, all’Aventino con ingresso da piazza Bernini 20. In scena alle 20,45 fino al 1 settembre, poi dal 4 all’8 e per finire dall’11 al 15 settembre.